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Governo Italiano

La storia - la Repubblica

Palazzo Chigi è un edificio storico situato nel centro di Roma tra piazza Colonna e Via del Corso.

Dal 1961, è la sede del Governo della Repubblica Italiana e residenza del presidente del Consiglio dei ministri, adiacente al Palazzo Montecitorio.

Residenza nobiliare

La storia del palazzo inizia nel 1578, quando la famiglia degli Aldobrandini unisce, ristrutturandole notevolmente, alcune proprietà che si affacciano su piazza Colonna per costruirvi al loro posto il palazzo.

Il nome del palazzo è quello di una facoltosa famiglia di banchieri di origine senese, i Chigi, che lo acquistarono ad opera di Agostino nel 1659.

Nella sua storia il palazzo fu residenza di alcune tra le più importanti famiglie nobiliari di Roma. Il 20 aprile 1770 Wolfgang Amadeus Mozart vi tenne un concerto alla presenza di Carlo Edoardo Stuart.

Fu poi sede dell’ambasciata del Belgio, del Regno di Sardegna, della Spagna e dell’Impero austro-ungarico.

Sede istituzionale

Mussolini e una delegazione russa presso l’attuale sala del Consiglio dei ministri

Nel 1916 fu acquistato definitivamente dallo Stato italiano. Divenne sede prima del Ministero delle Colonie e poi del Ministero degli Esteri nel 1922, quando la carica era ricoperta da Benito Mussolini, che stabilì il suo studio presso la galleria Deti. Affacciandosi dal suo balcone che fa angolo tra via del Corso e piazza Colonna (la cosiddetta Prua d’Italia)[1], pronunciò i primi discorsi che poi avrebbe replicato dal balcone di Palazzo Venezia. Dal 1961 è divenuto la sede ufficiale del Governo, prima ospitata presso il Palazzo del Viminale.

Il palazzo subì verso la fine del XX secolo un restauro, terminato il 7 novembre 1999. L’intervento ha coinvolto non solo le facciate, ma anche gli ambienti dello studio presidenziale, che il presidente Amato aveva trasferito in un’altra sala del palazzo, e che per l’occasione fu ristabilito nella sua collocazione originaria.[2]

Il 28 aprile 2013, durante il giuramento del Governo Letta dinanzi al presidente della Repubblica, fuori dal palazzo un uomo, Luigi Preiti, apre il fuoco contro due carabinieri, Giuseppe Giangrande e Francesco Negri, ferendo questi ultimi e una passante incinta.[3]

Fonte: Wikipedia

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