I professionisti e autonomi, che abbiano perso il lavoro a causa dell’epidemia COVID-19 e che non rientrano tra le predette categorie di lavoratori, hanno diritto ad accedere al cosiddetto Fondo per il reddito di ultima istanza.

Si tratta di un Fondo volto a garantire il riconoscimento un’indennità mensile, in favore di chi ha cessato, ridotto o sospeso l’attività lavorativa per il coronavirus e non ha accesso ad altre misure di sostegno al reddito.

Viene ovviamente escluso dal Reddito di ultima istanza chi possiede un lavoro dipendente. Le cassi private possono chiedere agli iscritti di produrre un’autocertificazione nella quale si attesta di non essere titolare di redditi da lavoro dipendente.

Per accedere al Reddito di ultima istanza il lavoratore deve dimostrare di aver avuto una diminuzione del reddito nel primo trimestre del 2020 pari almeno al 33% o in alternativa aver chiuso la partita IVA in un priodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020.

La posizione dei Commercialisti resta molto combattuta sul Reddito di ultima istanza. Le richieste inviate sono infatti state bloccate a causa della norma che si rivela molto incerta sull’interpretazione del decreto. I tempi si allungheranno e le cifre non saranno sufficienti a sostenere concretamente i liberi professionisti che stanno patendo gli effetti dell’emergenza. Consigliano quindi di evitare di fare affidamento su questa fonte di Reddito almeno per il momento finchè non saranno meglio chiarite le modalità e gli standard di utilizzo.

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