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la Gazzetta dello Sport

La storia - La Gazzetta dello Sport

La Gazzetta dello Sport (La Gazzetta Sportiva di domenica e occasionalmente definita con i nomignoli Gazza e Rosea in Italia[3][4][5]) è un quotidiano sportivo italiano, con sede a Milano. È il terzo quotidiano italiano per diffusione, nonché il primo quotidiano sportivo del Paese[1] e il più longevo d’Europa nel suo genere.

Dal 9 marzo 2008 viene adottato lo slogan “Tutto il rosa della vita”.[6]

Negli anni ottanta del XIX secolo a Milano lo sport inizia a diventare un’attività popolare. La gente si appassiona soprattutto di ciclismo, ippica e podismo. Le pubblicazioni sportive dell’epoca sono in gran parte specialistiche.[7]

Nel 1893 esce a Milano il settimanale Il Ciclo (dal 1894 La Bicicletta) del Corriere della Sera con il quale il quotidiano tenta di strappare lettori al Secolo di Raffaele Sonzogno che è il giornale più letto in città. In tre anni raggiunge la ragguardevole tiratura di 25.000 copie. Nel 1895 Sonzogno replica con Il Ciclista[8], settimanale diretto da Eliso Rivera. Sei mesi dopo Sonzogno, non soddisfatto, invita il torinese Eugenio Camillo Costamagna, direttore de La Tripletta, dedicato anch’esso al ciclismo[9], a venire a Milano per rafforzare Il Ciclista. Rivera e Costamagna decidono di fondare una gazzetta che si occupi di tutti gli sport a periodicità bisettimanale. La nuova testata si chiama Gazzetta dello Sport. Il binomio Rivera/Costamagna assume la direzione. Il primo ha 31 anni e il secondo 32.

La redazione è ospitata nei locali forniti da Sonzogno, in via Pasquirolo a Milano, alle spalle del Duomo. A fare il giornale sono in tutto cinque persone:

Per ogni sport vi è uno stuolo di collaboratori, la maggior parte di essi sono ex atleti: Riccardo Arpisella per l’ippica[10], Roderigo Rizzotti ed Alberto Cougnet (padre di Armando) per la scherma (Cougnet si occupava anche di pugilato), Giorgio Sinigaglia e Alessandro Bossi fornivano le notizie sull’alpinismo. La ginnastica e i giochi sportivi erano di competenza di Daniele Marchetti, mentre gli articoli di tennis erano firmati da Tom Antongini. Canottaggio e nuoto ebbero come collaboratori, rispettivamente: Camillo Baglioni e Giuseppe Cantù. Al tiro a segno Lorenzo Noci, mentre al tiro a volo Agostino Caprioli[11].

Fonte: Wikipedia

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